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Archive del 8 novembre 2018

 

 

a cura di P. Luigi Consonni

 

1a lettura (1Re 17,10-16)

L’introduzione al testo sta nei versetti precedenti: “Fu rivolta a lui – Elia – la parola del Signore: ‘Alzati va a Serepta di Sidone; ecco io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti” (8-9). L’azione, pertanto, si svolge  in accordo con la volontà di Dio. Non è, quindi, desiderio  o atto volontario e umano del profeta.

Mosso dalla fiducia nella parola, Elia non teme di chiedere alla vedova quello che umanamente nessuno oserebbe, se avesse un poco di buon senso: “Prendimi un po’ d’acqua (…) anche un pezzo di pane,”, perché riguardo al pane il poco che essa aveva era tutto ciò che possedeva.

Per risposta la donna manifesta la condizione di estrema povertà; infatti ha “solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio (…) per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo”. Elia le disse ”Non temere” desiderando trasmetterle serenità e controllo della propria emotività, fortemente scossa dallo sconcerto per una tale richiesta, e percependo lo stato d’animo e la preoccupazione della vedova, non solo per se stessa ma anche per il figlio.

Il profeta ripete la richiesta: “Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela”,  forse come prova di fiducia nella sua parola, in quanto uomo di Dio. Allo stesso tempo la rassicura riguardo al volere del Signore: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà pioggia sulla faccia della terra”, (era tempo di grande penuria e carestia a causa della siccità).

Quella andò e fece come aveva detto Elia”. Non si sa con quali sentimenti abbia agito, se con fiducia piena o dubbiosa, se con rassegnazione o serena certezza, se con scoraggiamento o viva speranza. Comunque la vedova percepì l'autenticità e la verità nelle parole e nella proposta del profeta, al punto da vincere le comprensibili ed eventuali resistenze.

Con il senno di poi si può attribuire alla presenza e forza dello Spirito Santo la comprensione e la determinazione di accogliere le parole di Elia, assieme alla coscienza che a Dio niente è impossibile.

Di fatto la vedova constata la verità e l’efficacia della promessa: “La farina della giara non venne meno, e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia”. Dio agisce simultaneamente, nella vedova e in Elia, e genera sintonia in virtù della quale essi convergono nell’accettazione reciproca: da un lato il comando di fare e, dall’altro, la fiducia nell’eseguire.

Ci sono momenti nella vita di ognuno in cui la sintonia va oltre la semplice volontà individuale per la mediazione – nel caso specifico il profeta Elia – dell’auto-comunicazione di Dio. Dal punto di vista umano questa esperienza sfugge ad ogni controllo e determinazione previa da parte dei destinatari, quando costoro si coinvolgono nella misteriosa presenza e forza della verità e della giustizia, che lo Spirito imprime nell’intimo e alla quale è quasi impossibile sottrarsi.

D’altro lato lo stimolo di camminare in sintonia è attivato dall’umiltà e dalla supplica fiduciosa. Ogni persona è costituzionalmente capace di comprendere, assumere e agire in conformità alla dinamica che esse propongono.

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