Get Adobe Flash player

Pace per tutti

Categorie Articoli

Benvenuti

Archivi del sito

Calendario

Gennaio: 2019
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Login

Archive del 25 Gennaio 2019

 

 

a cura di P. Luigi Consonni

 

1a lettura (Ne 8,2-4.5-6.8-10)

Il popolo d’Israele, ritornato alla propria terra dopo la liberazione dall’esilio di Babilonia, accoglie in Esdra la persona che porta “la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere”. Riscattare la Legge, dopo il lungo periodo dell’oblio e le sue nefaste conseguenze, è riprendere il cammino dell’Alleanza e iniziare una nuova vita, facendo tesoro delle esperienze positive e negative del passato. È riprendere con determinazione l’osservanza dell’Alleanza espressa nei suoi precetti.

Il popolo è convocato per un tempo molto lungo. Esdra, sacerdote e scriba, con i leviti che ammaestrano, “lesse il libro (…) dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno”. Nell’attualità due sono le indicazioni importanti per chi si propone la corretta comprensione dell’insegnamento e l’adeguata condotta di vita in sintonia con la volontà di Dio, le cui prescrizioni importanti (non le uniche) sono contenute nella parola scritta, nel libro della Legge.

1. Sono convocati uomini e donne “che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge”. I leviti “leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura”. La convocazione è un momento di formazione e la lettura viene ascoltata con attenzione. Nessuno deve svalorizzare questo momento, disattenderlo, restare indifferente o ritenere di non averne bisogno.

2. L’apertura del cuore. “Esdra aprì il libro alla presenza di tutto il popolo (…), come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi”, quale gesto di rispetto e riconoscimento per trovarsi alla presenza di Dio. Lo stare in piedi, quando una persona parla e manifesta la sua volontà, è segno di attenzione e accoglienza delle indicazioni sul da farsi e sul come procedere. Il riferimento al cuore è rivolto non al sentimento, all’affetto, all’emozione, al mondo psicologico, ma al pensiero, al ragionamento, all’elaborazione intelligente e affidabile del progetto di vita in ordine al fine.

“Esdra benedisse il Signore, Dio grande". Benedire significa "dire bene" del Signore per manifestarsi attraverso la Legge, per confermare l’elezione del popolo, per rinnovare il valore e l’esigenza dell’alleanza. Da parte sua il popolo risponde con l’assenso, identificandosi e ritrovando la propria identità nell’alleanza.

Leggi il resto di questo articolo »