Get Adobe Flash player

Pace per tutti

Categorie Articoli

Benvenuti

Archivi del sito

Calendario

Febbraio: 2019
L M M G V S D
« Gen   Mar »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728  

Login

Archive del 26 Febbraio 2019

 

di Giovanni Sarubbi – da www.ildialogo.org del 24 Febbraio 2019

Nella politica italiana quasi tutti i partiti politici si affollano a destra. C’è una gara a chi si genuflette di più di fronte a quegli strati sociali che possiedono una ricchezza spropositata, come le 47 persone che hanno un patrimonio personale di 150miliardi di euro, o che per il solo fatto di essere etichettati come “imprenditori” sono coccolati e vezzeggiati con provvedimenti e promesse che vanno dai condoni tombali sulle loro evasioni fiscali, a riduzioni consistenti di tasse con la cosiddetta FLATTAX. Si perché quelli che io mi ostino a chiamare “padroni”, come facevo  nel ‘68, sono in genere evasori fiscali, intolleranti alle regole e alle leggi che vogliono tutelare coloro che lavorano alle loro dipendenze. Ai “padroni” e ai “padroncini”, come sono quelli che fanno capo alla Lega e in parte ai 5Stelle, si promette che non ci sarà alcuna patrimoniale e che possono dormire sonni tranquilli. Questo governo, come tutti quelli che lo hanno preceduto, le mani in tasca le sta mettendo ai soliti pensionati dai 1500 euro lordi in su, cioè a tutti gli ex lavoratori dipendenti (altro che pensioni d’oro) e ai soliti lavoratori dipendenti attivi. Sono loro che stanno pagando il cosiddetto “reddito di cittadinanza” e l’imbroglio della cosiddetta “quota 100”.

L’affollamento a destra è il segno che la destra ha vinto sul piano culturale. Anche in ciò che rimane della sinistra, e non mi riferisco certo al PD che dalla sua fondazione, il 14 ottobre 2007, ha sempre dichiarato di voler occupare un ruolo “centrale” nella politica italiana rinnovando la vecchia tradizione democratico cristiana, non c’è più né la capacità di una analisi della realtà socio-economica alternativa a quella capitalistica, né un linguaggio diverso da quello imperante basato sul cosiddetto “pensiero unico capitalistico”. L’unica ideologia ammessa è quella liberista, quella basata sugli interessi del grande capitale. Anche a sinistra si usano parole come “buonismo”, “clandestini”, “scafisti”, “trafficanti di esseri umani” e, per ultima, quella di “sovranismo”. Parole basate sul nulla, finalizzate solo a creare paura e odio e a diffondere il virus del razzismo. E così il tema della “sicurezza” paralizza qualsiasi capacità di analisi e c’è chi, come l’ex ministro dell’interno Minniti, è arrivato a teorizzare e a praticare una politica della “sicurezza” applaudita dal suo successore della Lega Salvini. La paura condisce la politica di tutti. E nonostante si viva nel paese più sgarrupato possibile, dove ai capitalisti non viene torto un capello nemmeno se lo trovano a rubare o per i morti sul lavoro, grazie ad un sistema giudiziario finalizzato alla prescrizione, c’è chi sostiene che ci sia troppo poco liberalismo. Bisognerebbe dare, secondo costoro, ancora più potere e soldi pubblici ai “padroni” per liberarli definitivamente da lacci e laccioli e privatizzare ancora di più tutto ciò che di “pubblico” esiste ancora nel nostro paese. Ma io sono sicuro che anche in quel caso i padroni non sarebbero contenti e troverebbero ancora altri lacci da rompere e vorrebbero ancora più soldi pubblici.

Si ha paura ad usare termini come "padroni", “lotta di classe” o “classi sociali”, “imperialismo”, “socialismo” e meno che mai “comunismo”. Se li si usa si viene etichettati immediatamente come “vetero comunisti”, come capita al sottoscritto un giorno si e l’altro pure.

“Non c’è alternativa” mi ha detto un amico qualche giorno fa, concludendo con una secca affermazione: “il comunismo è morto nel 1990”. Ma cosa è morto nel 1990? E cosa è vivo da quella data in poi? Il sistema sociale capitalistico che dopo il 1990 sembra trionfante ha forse perso la sua caratteristica di sistema sociale ingiusto e basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo? La schiavitù salariale è stata abolita? E cosa sono quelle realtà del nostro paese dove vige la legge del caporalato più feroce e disumano? I cosiddetti “diritti umani” vengono rispettati dalle multinazionali imperialistiche che dominano il mercato mondiale e che riempiono i nostri cibi di pesticidi di tutti i tipi e del sangue di chi lavora nei campi? Questo sistema sociale ha forse smesso di attaccare in tutti i modi possibili gli stati che hanno un sistema sociale socialista, vedi Venezuela?

Quello del mio amico è un ragionamento tipico di un approccio filosofico “idealistico”, che considera la realtà materiale come apparente mentre la realtà vera sarebbero invece le idee immutabili e definitive che vivono nell’iperuranio. Secondo questa concezione filosofica nessuna rivoluzione sarebbe mai stata possibile, né quella francese né quelle che le sono seguite, né le rivolte degli schiavi o la guerra dei contadini del 1500.

Leggi il resto di questo articolo »