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Archive del 5 Luglio 2019

 

 

a cura di P. Luigi Consonni

 

1a Lettura (Is 66,10-14c)

 

Il brano è una raccolta di oracoli composta dopo il ritorno dei giudei dall’esilio babilonese. E sono ripresi per annunziare l’inizio di un’era di pace, in cui tutti avranno lunga vita e abbondanza di beni materiali, unitamente al favore divino.

“La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi”. Il tempo futuro (La mano….. si farà conoscere)  segnala che essa ora è inattiva per la vita del popolo, come quando lo era in esilio, in terra straniera, con la deportazione dalla terra promessa e la distruzione del tempio di Gerusalemme. Allora fu come un fulmine a ciel sereno, un grande trauma per Israele, uno sconcerto totale. La certezza della fedeltà di Dio all’Alleanza, e la condizione di popolo eletto, furono dissolti nel nulla ed il popolo fu privato della ragione del proprio essere, come respinto e dimenticato da Dio.

La causa fu il non aver rispettato le esigenze dell’Alleanza. Constatando come la terra promessa era divenuta il contrario di quello che Dio si aspettava, nonostante i profeti ripetutamente avessero messo in guardia il popolo e le autorità sulle conseguenze nefaste. Ma i capi del popolo ritennero che la condizione di “popolo eletto” avrebbe, in ogni caso, assicurato l’incolumità e la protezione da ogni invasione straniera e non considerarono seriamente che potesse avvenire l’invasione e la deportazione in terra pagana.

Ebbene, nell’attualità dei nostri giorni, si ripetono le condizioni di allora; ed ecco il mancato rispetto delle più elementari norme etiche di convivenza e dignità fra persone, culture e nazioni, in nome dell’avidità per il denaro facile, il potere, il dominio e la sottomissione a condizioni disumane, impensabili per chi ha buon senso e dignità. La triste condizione è percepita come “l’assenza della mano del Signore”, e le conseguenze ricadono non solo sulle persone, ma sulle risorse e sull'ambiente necessario alla vita umana e alla bellezza del creato, affidato dal Signore alla cura degli uomini.

Il Signore è privato di ciò che gli appartiene e del rispetto che merita. Lui stesso è come esiliato dalla sua creazione: la sofferenza e il lutto lo accompagnano costantemente. Nel lutto, l’umanità degradata e il Signore sono uniti dalla stessa sofferenza. Ma il Signore è fedele nell’amore per la sua creazione, opera delle sue mani, fra le quali il popolo eletto – Israele – che ama Gerusalemme: “voi che l’amate”. Nell’attualità, l’amore del Signore coinvolge tutti i popoli e l'intero creato.

È in virtù dell’amore che “la mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi”, sperando che Israele e l’umanità, rassicurati dalla promessa, si comportino eticamente e stabiliscano rapporti interpersonali e sociali nello stesso amore con cui sono amati, e ricostruiscano un mondo nuovo nei dettami dell’Alleanza, con l’avvento del regno di Dio.

Una nuova epoca – una rinnovata creazione – ha inizio con l’intervento del Signore. Questi è “come una madre che consola il figlio”, con tale affetto e intensità che “Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saranno rigogliose come erba”. Egli da' inizio a un futuro pieno di speranza, che si apre davanti a loro per la rinnovata fiducia nella promessa,  percependo l’azione del Signore e, con essa, l’attualizzazione della condizione del nuovo popolo di Dio.

Il Signore non abbandona il suo popolo, nonostante l’infedeltà di questi, né si dimentica della sua promessa ma, per l’amore fedele, lo reintegra nel piano divino quale umanità rinnovata e trasformata con l’accoglienza della sua sovranità. Per Israele e l’umanità sarà un’esperienza indimenticabile. Annuncia il profeta: “Esultate (…) sfavillate con essa – Gerusalemme – di gioia (…) sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni; succhierete e vi sazierete al petto della sua gloria”.

“Il petto” si riferisce alla gloria di Dio, alla sua giustizia e al suo amore per il popolo, alimento gioioso e conveniente che sosterrà la fedele osservanza all’Alleanza, in modo che i cittadini delle nazioni manifestino la fraternità, la giustizia e il diritto che Dio trasmette loro.

Tale alimento sarà sorprendente per abbondanza ed efficacia: “Ecco io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace: come un torrente in piena, la gloria delle genti”.

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