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Archive del 12 Luglio 2019

 

 

a cura di P. Luigi Consonni

 

1a lettura (Dt 30,10-14)

Mosè, dopo aver stabilito l’Alleanza con Dio in nome del popolo liberato dalla schiavitù in terra d’Egitto (Egitto è sinonimo del male e del peccato), e in cammino verso la terra promessa, trasmette e indica loro la Legge come patto dell’Alleanza, affinché esso viva, cresca e consolidi la propria identità e i rapporti interpersonali e sociali nella libertà donata da Dio.

Alla trasmissione segue l’esortazione: “«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima»”, affinché il popolo sia fedele all’alleanza nel discernere il cammino e, in esso, la corretta pratica di vita, frutto dell’indispensabile conversione.

La conversione che il Signore si aspetta è la pratica dell’amore che ha realizzato nei loro riguardi, liberandoli dalla schiavitù dell’Egitto. La finalità è che si mantengano liberi dal dominio del male e del peccato.

Più che la Legge in sé – i precetti di cui è composta – è lo spirito di essa, o meglio il motivo e la finalità per cui è promulgata, che costituisce il permanente riferimento per il suo compimento, quale griglia di discernimento quotidiano nelle diverse e nuove circostanze,  per vivere e crescere nel dono della libertà.

Rimanere nella pratica dell’amore e crescere in esso è garanzia del compimento della promessa di Dio nel condurre il popolo verso la nuova terra, punto finale del cammino nel deserto. Con esso si instaurerà la nazione come “popolo eletto”, nel testimoniare agli altri popoli l’eccellenza della loro esperienza, affinché vi aderiscano.

La Legge, a prima vista, sembra impossibile da rispettare. Essa proviene da Dio e il popolo ha l’impressione che soddisfarne il compimento richieda l'adozione di comportamenti impossibili per la persona e per il popolo, avendo sperimentato nella traversata del deserto ogni sorta di limiti, paure e difficoltà che, nell’insorgere,  deluderebbero le attese del Signore.

Nell’affrontare nuove situazioni, nell’iniziare un cammino sconosciuto e nel trovarsi in circostanze di pericolo e angustianti, come già era successo nel deserto, compiere la Legge esige una fede più consistente e tenace di quella che già ha fatto cilecca varie volte – prova della fragilità del popolo – al punto da ritenere la presenza e la promessa del Signore non rispondente alle loro attese.

Mosè li rassicura e li esorta a non spaventarsi, né tirarsi indietro: “Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto da te, né troppo lontano da te”. Non è impossibile compierlo come se esso fosse in alto nel cielo o nella profondità del mare e, perciò,  irraggiungibile al punto che il popolo si domanda: “Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farlo udire, affinché possiamo eseguirlo?”.

Mosè li rassicura: non è così; anzi, “questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica”. 

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ATTENZIONE: Aggiornamento del 12/07/2019

Rete Restiamo Umani a Manifestazione ed assemblea contro il Decreto Sicurezza Bis

E’ stato da poco confermato che l’inizio della discussione sul Decreto Sicurezza Bis, inizialmente calendarizzata per il 15 luglio, è stata spostata, sotto richiesta del Presidente degli Affari Costituzionali Giuseppe Brescia del M5S, al prossimo 22 luglio.

Questa richiesta è evidentemente un espediente per poter poi, dati i tempi limitati per l’approvazione del Decreto Bis, porre la fiducia in sede di votazione, evitando così il dibattito parlamentare ed eludendo, ancora una volta, il processo democratico.

Nonostante tale cambiamento, confermiamo la nostra presenza lunedì 15 luglio a piazza Montecitorio e invitiamo nuovamente alla più larga e plurale partecipazione.
Facciamo sentire le nostre voci a chi sarà dentro Montecitorio!

Una settimana non cambia i contenuti del Decreto bis né cambia le nostre posizioni!

#RestiamoUmani

 

di Alex Zanotelli – Missionario Comboniano

E’ come missionario che lancio questo appello contro il Decreto Sicurezza bis.

Sono vissuto per dodici anni dentro la baraccopoli di Korogocho (Nairobi) e ho sperimentato nel mio corpo l’immensa sofferenza dei baraccati (oggi sono duecento milioni i baraccati nella sola Africa!). Siamo passati dall’apartheid politica a quella economica: l’1% della popolazione mondiale ha tanto quanto il 99% . E’ questa una delle ragioni fondamentali per le migrazioni, insieme alle guerre e ai cambiamenti climatici. Per questo, come missionario, denuncio il cinismo con cui il governo giallo-verde respinge i “ naufraghi dello sviluppo”.

Non avrei mai pensato che un governo italiano avrebbe potuto regalarci un boccone avvelenato come il Decreto Sicurezza bis , che il 15 luglio verrà presentato in Parlamento per essere trasformato in legge.
Un Decreto le cui clausole violano i principi fondamentali della nostra Costituzione, del diritto e dell’etica.

E’ proprio l’etica ad essere colpita a morte perché questo Decreto dichiara reato salvare vite umane in mare. Ne abbiamo subito visti i vergognosi risultati con la Sea Watch 3 con la capitana Carola Rackete e con il veliero Alex di Mediterranea!
E in commissione Affari costituzionali e Giustizia, la Lega e i Cinque Stelle hanno ulteriormente peggiorato quel testo con nuovi giri di vite contro i migranti.
Infatti il Decreto rimaneggiato prevede lo schieramento delle navi della Marina e Guardia di Finanza in difesa del ‘confine’ delle acque territoriali; l’impiego massiccio di radar e monitoraggi con mezzi aerei e navali sulle coste africane per intercettare le partenze di migranti e segnalarle alle autorità libiche perché li riportino nei lager; il regalo di altre dieci motovedette al governo di Tripoli per riportare i rifugiati nell’inferno libico; infine un incremento delle multe fino a un milione di euro a navi salva-vite in mare, con l’arresto del comandante e sequestro dell’imbarcazione.

Nessun accenno al fatto che in Libia è in atto una spaventosa guerra e che Tripoli non è “ un porto sicuro”!

Questo Decreto Sicurezza bis , che sarà discusso e votato in Parlamento, ad iniziare dal 15 luglio, è un obbrobrio giuridico e etico che viola i dettami costituzionali ed è uno schiaffo al Vangelo. “Sono poliche criminali – afferma giustamente L. Ferrajoli – che provocano ogni giorno decine di migliaia di morti, oltre all’apartheid mondiale di due miliardi di persone.
Verrà un giorno in cui questi atti saranno ricordati come crimini e non potremo dire che non sapevamo, perché sappiamo tutto!”. Trovo vergognoso che i Cinque Stelle si siano allineati e sostengano le posizioni leghiste. Per questo mi appello a quei parlamentari grillini che non condividono le posizioni razziste e criminali della Lega a disobbedire come hanno fatto la storica attivista del Meet-up di Napoli, Paola Nugnes e il comandante G. De Falco. Non si può barare su vite umane, nello specifico, vite dei poveri!

E’ l’ora delle decisioni: se stare dalla parte della vita o della morte. Ma questo vale per ogni cittadino perché è in ballo la nostra democrazia e i suoi valori fondamentali (uguaglianza, solidarietà…), ma vale anche per ogni cristiano perché è in ballo il cuore del Vangelo.

Per questo uniamoci a “Restiamo Umani” che ha indetto un presidio davanti a Montecitorio, il 15 luglio alle ore 16, per dire NO a questo Decreto criminale. Noi ci saremo come “Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti”, che da un anno, ogni primo mercoledì del mese, digiuniamo davanti al Parlamento contro le politiche migratorie del governo giallo-verde. Anche quel giorno digiuneremo.

Chiedo a tutte le forze sindacali (CGIL,CISL, UIL), a tutto l’associazionismo laico, alle reti, ai comitati di resistenza di scendere in piazza. Ma soprattutto mi appello all’associazionismo cattolico (Azione Cattolica, Caritas, Migrante, Focolarini, ACLI, FOCSIV…) perché si unisca alle forze laiche per dire no all’imbarbarimento della nostra società.
Mi appello ai missionari italiani, che hanno toccato con mano la sofferenza di quest’Africa crocifissa, perché alzino la voce e scendano in piazza contro leggi razziste e disumane.
Chiedo soprattutto ai nostri vescovi perché prendano posizione contro questo Decreto che nega radicalmente l’etica della compassione e della misericordia e propongano alle Parrocchie giornate di digiuno e di preghiera.

Uniamoci, credenti e laici, per difendere quei valori fondamentali negati da questo Decreto che, criminalizzando la solidarietà, disumanizza i migranti e tutti noi.

Restiamo umani e resistiamo!

Alex Zanotelli
Napoli, 11 luglio 2019