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Archive del 31 Ottobre 2019

 

 

a cura di P. Luigi Consonni

 

1a lettura (Sap 11,22-12,2)

 

Il testo è l’orazione dell’autore riguardo la compassione, la misericordia, la bontà, la tenerezza e il perdono di Dio verso chi si rapporta al Signore con cuore sincero, nonostante il peccato. Per l’autore il mondo è poco più di niente, una realtà fragile, inconsistente e debole – “è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra” –, vulnerabile al peccato.

Tuttavia, afferma che Dio esercita il suo infinito amore motivato dalla compassione – “Hai compassione di tutti, perché tutto puoi” – in virtù della quale partecipa della sofferenza, della condizione disumana in cui giace l’umanità per causa propria. Nella sua misericordia “chiude gli occhi sui peccati degli uomini” e, “aspettando il loro pentimento”, esercita la pazienza e la speranza nella fiduciosa attesa che emerga in loro il pentimento.

Dato che tutto procede da Dio e a lui ritorna, l’autore afferma che egli “non prova disgusto per nessuna delle cose che hai creato”, e rafforza la convinzione che “se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?”. L’amore, quale atto creativo, è proprio della sua essenza ed esistenza.

La creazione, più che un momento puntuale nel quale le cose appaiono dal nulla, è un atto permanente della volontà di Dio che chiama alla comunione con Lui, nella quale crea e ricrea costantemente ogni essere vivente. È la dinamica proiettata alla realizzazione piena della vita di ogni persona e dell’umanità intera, la cui meta è l’evento ultimo e definitivo alla fine dei tempi, quando Dio sarà tutto in tutti (1Cor 15,28).

La creatura è chiamata a farsi coinvolgere con l’azione creatrice di Dio, evento di salvezza nel presente. L’amore donato si declina immediatamente nella responsabilità del ricevente, non solo verso sé stesso ma ineludibilmente verso altri e l’umanità. La corretta comprensione e adesione al dono vince il peccato, ovvero, la sfiducia, l’indifferenza o il rifiuto nelle sue diverse espressioni.

Lo Spirito è la linfa del processo vitale. Egli è incorruttibile nel trascorrere del tempo e integro nella sua essenza e azione. È presente nella persona e nella creazione – “il tuo spirito incorruttibile è presente in tutte le cose” – perché tutto appartiene a Dio. Il mondo da Lui creato a Lui tende nella comunione di vita, perché amante della pienezza di vita di tutto ciò che esiste.

Ecco perché egli esercita la sua misericordia con indulgenza verso la debolezza e il peccato degli uomini: “Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita”.

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