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Archive del 21 Novembre 2019

 

 

a cura di P. Luigi Consonni

 

1a lettura (2Sam 5,1-3)

Con poche frasi è narrato uno degli avvenimenti più importanti della storia d’Israele. Si tratta dell’elezione e l’unzione di Davide come re del popolo. Il fatto avviene per la necessità di stabilizzare l’unione nazionale fra il regno del Nord e quello di Giuda, recentemente uniti dallo stesso Davide il quale, molto opportunamente, per manifestare l’equidistanza tra loro scelse come capitale Gerusalemme, città situata sul confine dei due regni.

A Davide, nato a Betlemme nella Giudea, “vennero tutte le tribù d’Israele” e dissero: “Ecco noi siamo tue ossa e tua carne”. Non si tratta solo di un’indicazione antropologica, ma è l’attestato della partecipazione attiva della vita d’Israele. Il popolo riconosce in lui un autentico rappresentate dei sentimenti, delle attese e del sogno che costituiscono l’identità nazionale e la tradizione del popolo: “Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele”.

Ora constatano che il Signore gli ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele” e gli riconoscono autorevolezza e l’autorità per governare. Pascere significa orientare e guidare il popolo nel cammino e nelle scelte appropriate, quali la protezione, il soccorso nei momenti difficili e nel pericolo. Sono tutte virtù e atteggiamenti propri del re nello svolgimento della missione, in sintonia con il mandato ricevuto.

La missione del re – rappresentante di Dio – è la salvezza del popolo e, particolarmente, il  proteggere gli indifesi, i poveri, le vedove, gli stranieri, ossia le persone più esposte allo sfruttamento e al sopruso dei ricchi, dei potenti e alle loro prevaricazioni.

Al re il Signore affida la missione di vigilare, incoraggiare e procurare il necessario per la fedeltà all’Alleanza, in modo che la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto si consolidi sempre più nelle persone e nella coscienza del popolo, con la pratica corrispondente. Egli è il garante, come rappresentante del Signore dell’Alleanza e, con essa, del conformarsi del popolo eletto, appartenente a Dio, e viceversa. L’obiettivo è che Israele sia modello per tutte le nazioni quale espressione della gloria di Dio.

Davide è riconosciuto come tale da Dio e dal popolo e “concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele”. L’unzione, segno di consacrazione, separa il consacrato per la causa specifica affidatagli. È suo dovere dedicarsi con determinazione e generosità per il raggiungimento degli obiettivi. Il regno di Davide e del figlio Salomone saranno ricordati come il periodo d’oro della storia d’Israele,  nonostante compimento della missione sia stato solo parziale.

La storia presenta, sin da Salomone e figli, la successione di re fedeli e infedeli all’Alleanza, con prevalenza dei secondi.

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