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La nostra affezionata lettrice Assunta, cui va il nostro affettuoso ringraziamento, ci ha inviato una e-mail. In essa ci racconta la sua personale esperienza ed i suoi disagi rapportati alla crisi economica che in Italia, come in tanti altri paesi del mondo, sta creando seri problemi alle famiglie.

Con Padre Luigi abbiamo riflettuto se rendere pubblico questo legittimo sfogo; abbiamo ritenuto giusto ed opportuno dare ad esso il giusto risalto sul nostro sito, perché possa rappresentare un momento di condivisione per tanti altri che vivono situazioni simili. Infatti, oltre ai problemi evidenziati da Assunta e che sono propri della sua esperienza personale, ne sorgono altri che hanno un risvolto più universale: la sensazione di essere inermi di fronte all’ingiustizia; ad essa si aggiunge la solitudine ingenerata dall’impossibilità di trovare un segno di speranza concreto che ci faccia intravedere una via d’uscita.

Assunta ci racconta che confida molto nella preghiera personale e di tutta la chiesa affinché le istituzioni economico-finanziarie e la politica cambino rotta e diventino “servizio vero” alla comunità umana. Come Chiesa, come credenti nell’Amore rivelato da Cristo, spinti da quel “vento che muove” i nostri passi ed orienta le nostre azioni, ci sentiamo tutti interpellati  a ricercare una trasformazione sociale fondata sul bene delle persone e dell’intera creazione. 

– Sebastiano Sanna       


Non mi sento all'altezza di commentare adeguatamente quello che mi avete gentilmente inviato (n.d.r: si riferisce all’articolo di Leonardo Boff “La Grande Perversione” pubblicato su questo sito il 16/11/2011 e consultabile qui) poiché, forse a torto, non mi sono mai occupata troppo di politica, né sono mai stata una "drogata” dell'informazione televisiva che, sottolineando sempre e soltanto notizie negative, contribuisce a rendere la visione della vita ancora più brutta di quella che non sia nella realtà.

Nonostante ciò posso vedere con i miei occhi quali siano state le conseguenze negative di questa manovra politica nel nostro paese, tra i miei amici e nella mia stessa famiglia.

Mio marito, in particolare, ne soffre molto poiché si sente colpito in prima persona, essendo vicinissimo alla pensione (solo 6 mesi con la legge precedente) si vede spostato questo suo diritto al 2016 e con una bella riduzione economica.

Questo è quanto vivo in prima persona. Tuttavia sono serena poiché il Signore veglia su di noi e a volte permette il male per portarci ad un bene maggiore:  forse questo periodo di crisi serve a farci riflettere su molte cose sbagliate della nostra vita. Provo a farne un breve elenco:

1) Non crearsi degli idoli volendo conseguire a tutti i costi, e in modo illegale, tutti i simboli del successo: giovinezza artificiale, potenza sessuale, ricchezza economica, auto, barche e ville di lusso.

2) Non contare troppo sulle sicurezze terrene perché queste possono svanire da un momento all'altro, mentre bisogna accumulare tesori in cielo.

3) Non sostituirsi a Dio creatore manipolando la vita e la morte.(aborti e eutanasia).

4) Non opprimere i poveri rendendoli ancora più poveri, non usurpare i diritti dei lavoratori onesti, non cancellare il futuro dei giovani.

5) Non governare "LA RES PUBLICA" con disonestà, facendo leggi che proteggono solo i ricchi, mentre i lavoratori onesti rischiano la miseria per colmare i vuoti fatti da politici senza scrupoli,che hanno ambito al potere solo per arricchirsi e usare i soldi del popolo per i loro vizi personali.

6) Rispettare il nostro meraviglioso pianeta terra impiegando bene i fondi dell’Unione Europea, per lasciare ai nostri giovani un “habitat” ancora vivibile.

E’ vero, la stangata del governo Monti non è assolutamente equa anzi è esageratamente di parte. Ma forse, proprio questa esagerazione che ci fa toccare il fondo, potrà servire a svegliare il cuore e la mente di quanti oggi dormono ancora e portarci alla consapevolezza che, anche quelli che si credono innocenti ma che hanno permesso tutto questo con il loro complice silenzio,sono colpevoli nella stessa misura di chi, attivamente, ha contribuito a questo sfacelo.

Personalmente, mi tengo a distanza solo apparentemente, ma credo che la preghiera personale e di tutta la chiesa possa molto, affinché con i colpevoli non paghino anche gli innocenti. Del resto la nostra madre celeste, messaggera dell'amore del Padre, non si stanca mai di richiamare l'umanità sulla retta via e di raccomandarci preghiere e digiuni per fermare la mano di Dio che vuole punire gli uomini per i loro misfatti.

 

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Un Commento a “La crisi economica si manifesta nelle nostre case”

  • Sebastiano:

    Cara Assunta, ho molto apprezzato il tuo contributo.
    La lettura del testo mi ha fatto ricordare di uno scritto di don Primo Mazzolari del 30 aprile 1949 (attenzione 1949!). Ciò a dimostrazione che la cupidigia, l'arrivismo e l'egoismo non sono un "peccato dell'oggi" ma hanno radici profonde nella cattiveria umana.
    Hai proprio ragione: questa crisi deve costituire un'occasione per riscoprire i valori dell'etica e della giustizia e non dobbiamo più tacere!

    Riporto, di seguito, il testo che ho citato. 

    Fanno paura i poveri, ma c’è qualcuno che li vorrebbe moltiplicare.

    — Ci vuol bene chi lavori e porti il peso. Più poveri ci sono e più numerose le braccia che domandano lavoro. Quindi, concorrenza…delle braccia, possibilità di scelta, minor costo.
    Mi giudicherete facinoroso e falso perché nessuno ha la spudoratezza di dirle certe cose. Abbiamo imparato a memoria il vocabolario della buona creanza sociale e certi segreti intendimenti non li scoperchiamo: ma in fondo a certe maniere di giudicare e sopratutto a certe maniere di comportarci, c’è la diabolica voglia di moltiplicare i poveri per poter meglio scegliere e pagarli peggio. Quando il portafoglio ha preso il posto del cuore, il diavolo può mettersi tranquillaménte a riposo; lo scolaro gli bagna il naso.

    Qualcuno li vuole per una ragione romantica. Non so trovare una parola più propria, né mi sforzo di cercarla. Quando certi sentimenti mi fanno groppo, non sto a guardare nel vocabolario.
    Una pennellata di colore ci vuole, se tutti fossimo vestiti bene, che monotonia! Vicino alla pelliccia profumata ci vuole un povero scialle strappato; una blusa rattoppata vicino all’abito da sera. Ci vuole un piede nudo lungo il marciapiede tra tante scarpe di mocassino.
    Chi sta bene può anche vedere le cose sotto l’aspetto estetico. Egli vive di immagini, quasi fosse sempre a teatro, sempre spettatore, mai attore: mentre gli gioverebbe mettersi nella realtà per capire come sia diverso fare il povero dall’immaginarlo.
    Poi, c’è anche la maniera romantica di aiutare il povero.
    Se non ci fossero i poveri come si potrebbe diventare benefattori? Se un nostro contadino o un nostro operaio hanno una bella figliuola, si può anche vestirla bene per farsela amica o compagna.
    E poi ci si diverte per i poveri. C’è così bisogno di denaro anche per la beneficenza, che non c’è proprio il caso di annusarlo.

    Mi ci son trovato e mi è venuto voglia di buttarlo via. Poi, mi si è affacciato chi aveva fame e ho dovuto riprendere in mano anche questo denaro.

    Dicevano gli antichi che il denaro non puzza. Non puzza, ma ripugna.
    Ci si diverte e si fa del bene: ci si diverte facendo del bene.

    Allora io penso che certi divertimenti non avrebbero gusto se non ci fosse legato il gusto di fare un po’ di bene. Mi pare di scorgere sul volto, dei godenti, la noia del godere e mi vergogno di pensare che qualcuno abbia bisogno di misurare il proprio benessere sullo star male degli altri.

    Quanto potrà durare? I vetri sono fragili e uno schermo di vetro fra i due mondi, è uno schermo che fa ridere.

    Primo Mazzolari

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