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Il nostro affezionato lettore Andrea Braggio ci ha inviato il suo primo contributo scritto e siamo lieti di pubblicarlo sul nostro sito. Ringraziamo Andrea per questa riflessione che ci invita alla solidarietà vera, unica via che conduce alla costruzione di una società “a misura d’uomo” e "segno visibile del Regno".

– Sebastiano Sanna


Restituire Cristo al mondo

di Andrea Braggio

 

Dagli Atti degli Apostoli (4, 32-35):

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era in comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno”.

In questo brano emerge un aspetto caratteristico delle prime comunità cristiane: comunione dei cuori che si esprime nella prontezza a sostenersi reciprocamente e a mettere le proprie cose a disposizione degli altri, all’insegna della gioia pasquale.

Troviamo qui esemplificata una scelta radicale di vita che, pur condizionata da un determinato contesto storico e sociale, ha molto da insegnare all’uomo di oggi. Questa scelta consiste nel fare dell’amore il centro della propria vita. Chi sceglie di amare modifica la propria vita mettendo al primo posto l’etica dell’amore e della condivisione, che comporta la scelta di lavorare con persone che si ammirano e si rispettano, la volontà di impegnarsi fino in fondo nei rapporti, l’adesione a una filosofia globale che considera l’esistenza e il destino di ciascuno intimamente connessi a quelli di tutti gli altri abitanti del pianeta, vicini e lontani.

In questo brano emerge inoltre il senso di unità nella diversità provato dai credenti: erano «un cuore solo e un’anima sola». La relazione di reciproco aiuto, di mutuo soccorso, della «distribuzione a ciascuno secondo il suo bisogno» non esemplifica solo l’aspetto organizzativo del loro stare insieme, ma è innanzitutto rivelatrice di quell’amore inclusivo e gioioso che è coscienza dell’unità.

Per troppo tempo è stata privilegiata la competizione e tralasciata la cooperazione, che da sola ci consentirebbe di creare le giuste condizioni per pervenire a questa unità e uscire dalla grave crisi globale in cui ci troviamo attualmente. La somma di tante spinte egoistiche in competizione fra loro molto difficilmente può produrre un risultato positivo nel risolvere gli attuali problemi economici, politici e sociali. La somma degli egoismi non favorisce di certo il benessere ma il caos sistemico, e sempre più persone nel mondo se ne stanno rendendo conto. Solo la condivisione in famiglia, nella scuola e nel lavoro può dare l’avvio a una vera e propria rinascita del genere umano e salvare il pianeta.

Ogni giorno di più avvertiamo le preoccupazioni e le inquietudini presenti nel cuore di tanti uomini e donne provati dall’attuale crisi economica, le ansie di tante famiglie, l’incertezza per il lavoro e per la sua precarietà, lo scoraggiamento di tanti giovani che guardano al futuro con apprensione, la confusione di una società che a vari livelli si presenta incapace di affrontare i prossimi grandi passi che ci condurrebbero verso una maggiore giustizia sociale. Si ha l’impressione di una profonda crisi di speranza, di un oscuramento della speranza dei singoli e della collettività che provoca un senso di insicurezza diffuso nel corpo sociale.

Tutti gli uomini e le donne di buona volontà sono chiamati a reagire di fronte a questo stato di cose, lavorando con passione per un riscatto spirituale e morale che fa della democrazia, della condivisione, della legalità e dell’aiuto reciproco i punti concreti da cui partire. Oggi si mostrano nuovi volti nei quali riconoscere, amare e servire il volto di Cristo lì dove si è fatto presente: sono le nuove povertà materiali, morali e spirituali che l’attuale attività economica e finanziaria, impostata secondo criteri lontani dalla verità, dalla giustizia e dall’aiuto fraterno, produce ogni giorno. È necessario che in ogni ambito le persone si uniscano dando vita a progetti nuovi e creativi per intensificare la condivisione e l’aiuto reciproco in questa fase che precede il crollo dell’attuale sistema economico. Proprio per questo, diviene necessario animarsi dello stesso senso di giustizia del Maestro, il cui Cuore, sorgente di amore e compassione, è vicino alla persona che soffre.

Oggi più che mai l’uomo ha bisogno di Cristo, di sentirLo al centro della propria vita, come Colui cha la può riempire di senso e garantire il futuro di tutti su questa terra. Il superamento della crisi che stiamo vivendo e il passaggio a un nuovo sistema di vita è possibile soltanto facendo appello all’aiuto che Cristo può dare all’umanità. Egli è infatti necessario e insostituibile, è fonte di vita interiore e insieme compagno di viaggio nella risoluzione delle complesse problematiche che affliggono l’umanità e nell’ascesa dell’uomo verso Dio. L’insegnamento e l’esempio di vita che ha lasciato al mondo intero rivelano come la condivisione e l’impegno a prendersi cura degli altri rappresentino i fattori irrinunciabili non solo per una adesione piena a Lui, ma innanzitutto per essere davvero umani.

Solo assieme a Lui e grazie a Lui potremo uscire da una crisi che sta minacciando seriamente la vita sulla terra. Mai come prima d’ora, il cuore dell’uomo necessita di sentirLo dentro per poterLo restituire al mondo: soltanto così può crescere la speranza, impedendo il chiudersi in una sterile e pericolosa rassegnazione.

Restituire Cristo al Mondo significa recuperare un sano stile di vita che agevoli un rapporto più rispettoso e compassionevole con le persone e con l’ambiente, riscoprendo il senso delle radici dell’uomo e della sua realtà profonda. Significa prendere atto del fatto che è inevitabile che le risorse del pianeta vengano gestite sempre peggio quando a stabilire i termini del valore sono i mercati guidati dal profitto.

Restituire Cristo al Mondo significa ridefinire il nostro modo di intendere l’economia, umanizzandola e rimettendola al giusto posto. Essa non rappresenta un valore supremo, ma è al servizio della società.

Restituire Cristo al Mondo significa aprirsi alla condivisione e lottare per una società più giusta dell’attuale, in cui a ogni essere umano su questa terra sia riconosciuto il diritto a un livello di vita adeguato per la salute e il benessere proprio e dei suoi familiari, inclusi il cibo, l’abbigliamento, l’alloggio, le cure mediche e i servizi sociali necessari.

 

 

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