Get Adobe Flash player

Pace per tutti

Categorie Articoli

Benvenuti

Archivi del sito

Calendario

Ottobre: 2019
L M M G V S D
« Set    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Login

Di questa sigla sconosciuta ai più abbiamo già parlato ampiamente su questo sito, spiegando i contenuti di questo misterioso trattato. Vedi i link seguenti:

 

Ora, attraverso il sito http://www.informarexresistere.fr apprendiamo che vi sono nuovi sviluppi.

Venti europarlamentari di quattro gruppi diversi hanno costituito una sorta di sottogruppo di lavoro per coordinare le azioni contro il Trattato per il libero commercio e investimento (conosciuto anche con l’acronimo inglese TTIP) in corso di elaborazione tra Unione europea e Stati Uniti.

Scopo del trattato è quello di liberalizzare il più possibile gli scambi tra le due potenze commerciali e abbattere le barriere doganali, ma fin dagli inizi il TTIP ha trovato molti detrattori perché le tutele a favore degli investitori americani rischiano di provocare gravissimi danni ad alcune economie europee, a cominciare dal Made in Italy. Una delle parti più oscure del TTIP è la possibilità in caso di controversie che possano sorgere (ad esempio regole o etichette a protezione della qualità dei prodotti) di rivolgersi non ai tribunali del Paese che vuole tutelarsi, ma ad arbitrati internazionali. E questo è uno dei tanti motivi per cui gruppi come i Verdi, Podemos o il Movimento 5 Stelle, avversano il trattato. Ieri Beppe Grillo ha ospitato nel suo blog una clamorosa denuncia lanciata dall’europarlamentare verde, lo spagnolo Ernest Urtasun, sul quotidiano El Pais: «La Commissione europea tratta in segreto con gli Usa i punti più spinosi e di fatto impedisce ai parlamentari di consultare le carte».

Accuse durissime rivolte soprattutto alla commissaria per il commercio Cecilia Malmström e al presidente della commissione Jean-Claude Juncker. Urtasun ha raccontato la sua esperienza surreale di parlamentare che tenta di documentarsi sullo stato dell’arte del TTIP e viene ammesso alla cosiddetta “reading room”, una stanza di 6 metri quadrati in cui ciascun eurodeputato avrebbe la teorica possibilità di accedere alle carte, ma dove di fatto viene negata ogni trasparenza.

«L’esperienza è stata molto negativa – ha denunciato Urtasun al quotidiano di Madrid – . Mi hanno tolto la penna, mi hanno tolto la carta dove avrei potuto scrivere e mi hanno reso inservibile il telefono.

Si firma un documento riservato di 14 pagine, il tempo massimo è di due ore e durante quel periodo c’è un funzionario che controlla in modo permanente. Tutte le condizioni a cui ci sottopongono sono contrarie al parlamentarismo e alla democrazia».

Già Lola Sanchez di Podemos aveva protestato: «Siamo parlamentari eletti per rappresentare e informare i cittadini. E per una questione così fondamentale come un trattato internazionale, ci trattano come criminali o spie».

Secondo Urtasun la sola esistenza di una stanza siffatta viola le regole europee, ma oltretutto nella reading room non ci sono tutti i documenti necessari per esaminare la questione: «Sappiamo da varie fonti – conclude Urtasun – che ci sono documenti consolidati definitivi, che illustrano la parte europea e gli Stati Uniti già raggiunta. Su quelli non abbiamo accesso. Vorrei anche affermare che i documenti memorizzati nella sala di lettura per ogni individuo che vuole leggere sono già declassificati. Il Trattato di Lisbona è molto chiaro nel sottolineare che, in tutto ciò che riguarda gli accordi internazionali, i deputati dovrebbero essere pienamente informati».

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un Commento