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di Giovanni Sarubbi – da www.ildialogo.org

Sceneggiata. Protagonisti Di Maio, Salvini, Conte. Se ne dicono di tutti i colori. Di Maio minaccia di andare alla procura della repubblica di Roma a denunciare la manomissione del decreto fiscale, quello sull’ennesimo condono, ma poi non ci va. Salvini nel solito video su Facebook gli risponde per le rime dicendo di non voler passare per colui che sostiene i condonati. Conte convoca il Consiglio dei Ministri e per incanto la sceneggiata termina. Sorrisi a 50 denti, strette di mano, ma è mancato un lungo bacio in bocca pubblico fra i tre attori. Il condono si farà ma ufficialmente non si farà. Lo avevano già ribattezzato “pace fiscale”. Ora squadre di linguisti e psicologi specializzati in “bispensiero” sono al lavoro per permettere ai due vicepremier di presentarsi come vincitori. E così Di Maio potrà continuare a gridare “onestà, onestà, onestà” (e proprio ieri lo ha fatto di nuovo) e Salvini potrà continuare a dire che il programma della Lega sul piano economico e fiscale sarà attuato. Sono riusciti nella titanica impresa di mettere d'accordo capre e cavoli.

Nessuno ha capito nulla di che cosa combineranno anche perché i mezzi di informazione, come da copione, hanno contribuito ad intorbidare ancora di più le acque. Dovremmo aspettare di leggere il testo che verrà presentato alle camere e leggere i dettagli perché di solito è li che si nasconde il diavolo. Una volta si diceva “fatta la legge trovato l’inganno”, da una trentina d’anni a questa parte prima si fa l’inganno e poi la legge. A tremare come al solito dovranno essere solo i lavoratori dipendenti e i pensionati, gli unici i cui redditi sono tassati alla fonte e da cui vengono prelevati i soldi che poi inevitabilmente finiscono nelle tasche dei ricchi. Finora in Italia Robin Hood, che toglieva ai ricchi per dare ai poveri, è una leggenda a cui non credono più neppure i bambini. E i ricchi di questo paese possono stare tranquilli perché l’unica cosa che si è capita è che non ci sarà una patrimoniale. I soldi dei ricchi non verranno toccati. Come hanno sempre fatto tutti i governi da 70 anni a questa parte.

La destra. Il signor vicepremier Salvini quando gli danno del fascista e del razzista si arrabbia o la butta sul canzonatorio a seconda di come gli girano … . Lui si dipinge come un agnellino che non farebbe male ad una mosca. Ma ci sono dei fatti che parlano contro di lui. La destra più estrema, quella degli eredi diretti dei repubblichini mussoliniani, proprio nei giorni scorsi si è incontrata a Milano con la Lega e ha deciso di sostenerla alle prossime elezioni europee. In un comunicato stampa il Movimento Sociale Europeo annuncia la sua scelta di allearsi con la nuova Lega nazional-popolare di Salvini con il quale nei prossimi giorni si incontrerà ufficialmente. Lo scorso 15 ottobre questa combriccola di “patrioti” ha avuto un incontro con l’eurodeputato della Lega Angelo Ciocca. A questa assemblea hanno partecipato il fior fiore dell’ultradestra milanese, quella che si definisce, come si legge nei loro comunicati, “legittima erede del European Social Movement(ESM) promossa nel lontano 1959 dal segretario del Movimento Sociale Italiano Augusto de Marsanich”, cioè dal fior fiore di coloro che non hanno rinnegato nulla del regime fascista. Augusto de Marsanich è famoso per la sua dichiarazione: “Non restaurare, non rinnegare”.

La domanda allora sorge spontanea. È Salvini che non ha capito con chi ha a che fare o sono quelli del MSE, che si ammantano anch’essi del vecchio simbolo del partito fascista MSI, che non hanno capito che cosa sia la Lega? La risposta credo sia scontata. Si unisce chi è fatto della stessa pasta. Fascisti entrambi. La cultura e le parole d’ordine sono le stesse. Sovranismo, europeismo e federalismo “nel solco della migliore tradizione imperiale romana e medievale”. Si, proprio così “imperiale romana e medievale”.Le moderne leggi razziali le fanno i sindaci.

È questa la realtà del nostro paese da quando è stata introdotta nella nostra Costituzione la funesta idea del cosiddetto Federalismo. Scelta folle voluta dal primo governo di centro Sinistra negli anni dal 1996 al 2001. Ricordate la Bicamerale, voluta da D’Alema, allora segretario del PDS, che trasformò in “padri costituenti” personaggi come Berlusconi, Bossi, Fini, che fra l’altro lo tradirono? In quella modifica, poi approvata nel referendum Costituzionale del 2001, fu introdotto il federalismo e cancellata la questione meridionale che tuttora pesa nella vita sociale del meridione.

Ebbene oggi, grazie al cosiddetto federalismo, un sindaco con una delibera o un qualsiasi regolamento può decidere sul territorio comunale le più grandi porcate contro gruppi sociali. Certo poi si può fare opposizione ma nel frattempo le porcate fanno passare idee, consolidano opinioni reazionarie, creano consenso e si trasformano in voti e potere. E prima che il TAR o la Corte Costituzionale decida passano anni e si cambia la società. Così una sindaca può decidere di escludere una categoria di alunni da alcuni servizi sociali con un semplice regolamento. Che differenza c’è fra le leggi razziali approvate dal fasciamo nel 1938 e firmate dalla Monarchia Sabauda (occorre non dimenticarlo) e contro cui la Chiesa non fece nulla, e il regolamento che ha escluso dalla mensa i bambini figli di immigrati di Lodi? Le leggi razziali colpirono innanzitutto i bambini che da un giorno all’altro furono esclusi dalla scuola. L’effetto dell’esclusione dei bambini è stato lo stesso. Nel 1938 furono approvate delle leggi, qui un semplice regolamento. Cosa è peggio? Nel 1938 il fascismo condusse una campagna di propaganda sui mass-media dell’epoca, radio e giornali, che erano tutti al suo servizio, per far passare le idee razziste. Oggi basta la volontà di un sindaco.

Ho avuto modo di sfogliare le annate del 1938 e del 1939 del giornale della provincia di Avellino dove vivo e ho potuto leggere numerosi articoli che sostenevano la politica fascista sulla questione razziale. Fra le altre cose mi ha colpito la questione della denatalità che anche allora veniva indicata come un pericolo per “la razza italiana”. E su tale giornale, che si chiamava “Corriere dell’Irpinia”, ho trovato diversi articoli, con relative foto, dedicate alle famiglie numerose con 12 e più figli indicate come modelli da seguire. Corsi e ricorsi storici? No, è la riprova delle radici fasciste di quelle organizzazioni che ancora oggi parlano della denatalità come di un complotto (che allora si chiamava demo-pluto-massonico e oggi piano Kalergi) tendente a sostituire le popolazioni europee con quelle provenienti dall’Africa.

Ed infatti il fascismo avanza, come negli anni ‘20 del secolo scorso. Esempi ne sono la vicenda di Don Biancalani che a Vicofaro (Pistoia) sta conducendo una esperienza di accoglienza dei fratelli migranti esemplare. Ieri sera il centro di Vicofaro è stato controllato da una cinquantina di esponenti delle forze dell’ordine di vario tipo. Una vicenda vergognosa. A don Biancalani e a tutti quelli che con lui collaborano la nostra più totale solidarietà.

E poi c’è la questione di Riace e del sindaco Mimmo Lucano. La disumanità avanza. Una disumanità che è stata favorita dalle decisioni dei precedenti governi della scorsa legislatura guidati dal PD che sul tema delle migrazioni ha fatto proprie tutta la narrazione politica della Lega preparando il terreno a ciò che oggi sta facendo Salvini come ministro dell’interno. Basti pensare che l’indagine contro il comune di Riace ed il sindaco Mimmo Lucano è stata promossa proprio dal precedente ministro dell’interno Marco Minniti del PD che è per di più Calabrese, che conosce quindi bene la realtà della Calabria e che mai avrebbe dovuto fare quello che ha fatto.

Occorre opporsi al rinascere del fascismo, che è un pericolo sempre incombente. Occorre contrastarne tutte le idee e tutta la sua propaganda. Quando si cede anche su un solo punto la destra dilaga perché la sua propaganda si basa sulla paura che favorisce sempre la parte più reazionaria e violenta della società. Nulla di buono è mai stato costruito sulla paura.

E che siamo molto al di là del fondo del baratro me lo ha dimostrato una email che ho ricevuto proprio stamattina. Una visitatrice del nostro sito, con la quale peraltro abbiamo anche avuto rapporti di collaborazione, ci ha chiesto di essere cancellata dalle nostre mailing list e di non ricevere quindi più i nostri aggiornamenti. Quello che ci ha colpito è la conclusione di questa email la dove la nostra interlocutrice afferma che “la frequenza di mail ricevute rischia, troppo spesso, di intasare la comunicazione: troppe informazioni possono diventare disinformazione”.

Si tratta di una affermazione senza senso, figlia dei tempi che stiamo vivendo, perché l’informazione, troppa o poco che sia, se è informazione non potrà mai trasformarsi in disinformazione.

Il termine "disinformazione", scrive infatti il vocabolario Treccani on-line, significa:

disinformazione s. f. [comp. di dis-1 e informazione]. – 1. Diffusione intenzionale di notizie o informazioni inesatte o distorte allo scopo di influenzare le azioni e le scelte di qualcuno (per es., dei proprî avversari politici, dei propri nemici in un conflitto bellico, e sim.). 2. Mancanza o scarsità d’informazioni attendibili su un determinato argomento, e spec. su fatti e avvenimenti sui quali si dovrebbe essere informati.

Se si confonde informazione con disinformazione siamo ben oltre il fondo del baratro. Siamo in pieno fascismo.

Giovanni Sarubbi

 

 

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