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di Giovanni Sarubbi

Fonte: www.ildialogo.org

https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/editoriali/direttore_1540745587.htm

 

Oggi parliamo di fascismo. Lo facciamo perché oggi, 22 ottobre 2018, è il 96° anniversario della Marcia su Roma, di quella iniziativa politico-militare che portò nel 1922 all’avvento del fascismo in Italia.
E lo facciamo perché oggi è stata autorizzata a Predappio, città natale del capo del fascismo Benito Mussolini, una manifestazione delle organizzazioni fasciste italiane che si riuniscono lì sia per celebrare la Marcia su Roma, sia per rendere omaggio alla tomba di Mussolini. Il tutto in spregio del dettato della nostra Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino, che vietano espressamente la ricostituzione del partito fascista e tutto ciò che con esso è connesso, come il razzismo e la violenza o la esaltazione di simboli e miti fascisti.

 

L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha inviato una lettera di diffida al Prefetto, al Questore e al Sindaco di Predappio evidenziando che il corteo in questione viola il dettato della Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino. Ma ciò non ha impedito che le autorità competenti dessero il loro consenso, cosa che del resto fanno da anni e ciò costituisce certamente un'aggravante.

Su queste colonne più e più volte abbiamo denunciato le responsabilità di chi nel nostro paese ha sdogano le organizzazioni neofasciste e neonaziste. Fascismo e nazismo, come anche il razzismo, sono stati derubricati, anche grazie alla complicità dei mass-media,  a legittime “idee politiche”, opinioni come tutte le altre mentre invece sono dei precisi reati. La base del fascismo e del nazismo sono la violenza, l’omicidio, la repressione delle libertà democratiche, la corruzione, la guerra, la discriminazione razziale, la negazione della libertà religiosa, tutte cose che la nostra Costituzione nega con forza. Il fascismo è incompatibile con la nostra Costituzione che nasce proprio dalla vittoriosa lotta della Resistenza, dal 1943 al 1945, che sconfisse nazismo e fascismo durante la seconda guerra mondiale.
 

E mentre nel nostro paese organi istituzionali acconsentono a che si possa tenere una manifestazione dichiaratamente fascista, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che chiede a tutti i paesi della UE la messa al bando delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. (……). Lì c’è il lungo elenco di tutte le azioni violente che le organizzazioni neofasciste hanno compiuto negli ultimi anni. Lì ci sono tutte le motivazioni giuridiche e innanzitutto umane che rendono necessario mettere al bando tutte le organizzazioni neofasciste come prevede espressamente la nostra Costituzione. Fatti e considerazioni che sottoscriviamo una per una.
 

Nel nostro paese è in atto da molti decenni un processo di fascistizzazione dello Stato ad ogni livello. Quando una norma penale, quale quella che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista, non viene applicata, avviene che i neofascisti si ritengono in diritto non solo di proclamare le loro aberranti dottrine ma di passare alle vie di fatto. E moltiplicano le loro aggressioni e le loro azioni criminali.

E non esitano a proclamarsi essi come vittime della violenza, così come facevano i loro nonni negli anni ‘20 e ‘30 del secolo scorso. Bugiardi e vigliacchi come i loro nonni.
Nel documento approvato dal parlamento europeo si denunciano le connivenze con le organizzazioni neofasciste di numerosi organi istituzionali. Si denuncia in particolare la presenza consistente di elementi neofascisti e neonazisti negli apparati di sicurezza. Siamo arrivati in Italia al fatto che l’organizzazione neofascista Casapound non viene sfrattata dalla sua sede nazionale, abusivamente occupata da alcuni decenni, sol perché questa organizzazione ha minacciato "un bagno di sangue" se le forze dell’ordine avessero proceduto allo sfratto, senza che ciò abbia provocato alcuna reazione istituzionale.
Si caricano e si sfrattano invece senza pietà la povera gente e vengono denunciati e perseguiti tutti gli antifascisti che si sono opposti alle manifestazioni dei gruppi neofascisti come Casapound o Forza Nuova. Invece di perseguire i neofascisti si perseguono gli antifascisti.
 

La fascistizzazione dello Stato procede in questo paese fin dagli anni ‘60 del secolo scorso. Il fascismo è una malattia endemica della società italiana ed è sempre stato lì tenuto come arma di riserva da quelle forze sociali politiche ed economiche che lo hanno generato agli inizi del secolo scorso.
"Il nazismo ed il fascismo non sono morti. Non sono finiti con la morte dei loro duci alla fine della Seconda Guerra mondiale. Il ventre che li ha generati è ancora fecondo", scriveva Bertold Brecht.

E quel ventre si chiama “capitalismo imperialistico” oggi giunto al suo massimo sviluppo, con la massima concentrazione di capitali in pochissime mani a livello mondiale, e la massima concentrazione di potenza militare in un’unica superpotenza, gli USA, che vogliono imporre il proprio dominio al resto del mondo». (…..).

In un anno la situazione è peggiorata e di parecchio. Il cosiddetto “governo del cambiamento” ha accentuato la fascistizzazione dello stato e stimolato la diffusione del razzismo come documenta bene il documento del Parlamento Europeo. E dopo tutti i morti, le stragi, i genocidi che hanno commesso fascisti e nazisti, c’è ancora chi crede nell’esistenza di un “primo fascismo buono” che avrebbe fatto cose egregie per il popolo italiano.
 

Basta leggere la storia per capire che non esiste un “fascismo buono” sia perché esso è nato al soldo degli industriali e degli agrari del nord per reprimere con la violenza le lotte dei lavoratori che hanno caratterizzato tutta la fase dalla fine della Prima Guerra Mondiale alla Marcia su Roma (1918-1922); sia perché tutte le cosiddette “cose buone” che vengono attribuite al fascismo sono state realizzate sempre per favorire la classe borghese, i grandi industriali e proprietari terrieri, e la sete di impero della monarchia sabauda, la peggiore monarchia mai esistita sulla faccia della Terra. Tutte le cose apparentemente “buone” del fascismo sono sporche di sangue, di sfruttamento, di colonialismo, di riduzione in schiavitù.
 

E si arriva a sentenziare che c’è del buono dappertutto e che è un errore parlare solo delle cose negative. E c’è chi usa maldestramente riferimenti “religiosi” per giustificare il male che avanza, dalla fascistizzazione, alla guerra contro i migranti, alla islamofobia che per costoro sarebbe inesistente, addirittura una invenzione del nostro giornale.
Ma proprio sul piano religioso, sarebbe come dire che tutto sommato anche in quello che dice “il diavolo” c’è qualcosa di buono che può essere usato nella nostra vita.
Ma le cose ovviamente non stanno così. In tutte le tradizioni religiose abramitiche, ma credo sia così in tutte le religioni, c’è una netta separazione fra ciò che propone “il diavolo”, termine con cui si indica il male, ed il bene. Non ci sono ne possono esserci commistioni di alcun tipo.
Nei Vangeli Gesù viene tentato dal Diavolo e il confronto si conclude con un perentorio e inequivocabile «vattene satana» . Paolo di Tarso invita i cristiani a “ritenere il bene e respingere il male”. Nel Corano viene raccontato il confronto fra Allah (Dio) ed il diavolo e anche questo confronto si conclude con un perentorio «Vattene scacciato e coperto di abominio. Riempirò l’inferno di tutti voi, tu e coloro che ti avranno seguito» (Corano VII, 11-18).

 

E i problemi per le religioni, e quindi per la società, sono venuti proprio quando esse non sono state più in grado di dividere il bene dal male, cioè quando sono diventate luoghi dove si pratica l’immoralità, dove si proclama la subordinazione al potere politico ed economico ed allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che sempre genera l’ingiustizia.
Occorre riconoscere il male e combatterlo, ed è male tutto ciò che mette in discussione l’umanità, i diritti di ogni essere umano, la fraternità e l’accoglienza. Il male è l’egoismo, l’ingordigia, la sopraffazione, lo sfruttamento, la discriminazione.

 

Ebbene fascismo e nazismo sono il male assoluto e chiunque in qualsiasi modo non lo contrasta, come è invece necessario, si rende complice del processo di fascistizzazione in atto e di tutti i mali che tale processo comporta, dagli omicidi dei migranti neri nel nostro paese, ai morti nel mediterraneo causati dal blocco dei porti, a quelli nelle guerre che si stanno combattendo in giro per il mondo grazie anche alla vendita di armi italiane.
E allora oggi come durante la Resistenza no al fascismo e al nazismo che sono incompatibili con la democrazia e a cui deve essere impedito l’uso della democrazia per promuovere la loro politica omicida.

 

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