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di Giovanni Sarubbifonte: https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/editoriali/direttore_1541336579.htm

 

Come ai tempi più bui del medioevo. Cadaveri scoperti nel pavimento di una proprietà del Vaticano nel cuore di Roma, in quella che è la nunziatura apostolica in Italia. E la procura della Repubblica di Roma apre una inchiesta per omicidio. Due, forse tre le donne uccise. Forse si tratta dei corpi di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, le due giovani quindicenni sparite dal Vaticano nel lontano 1983 e mai più ritrovate. E non è la prima volta che ciò accade in tempi recenti. Ricordiamo il caso della sedicenne Elisa Claps, scomparsa nel 1993 e il cui cadavere fu ritrovato nel sottotetto di una chiesa della sua città natale Potenza nel 2010. Anche lì un omicidio nascosto in una chiesa.

Da quando nel 2013 fu eletto Papa Francesco il tema della “crisi delle chiese cristiane” è stato come rimosso dal dibattito pubblico. “La scopa nuova fruscia”, dice un vecchio proverbio e Papa Francesco ha “frusciato” parecchio e ha fatto credere a molti che la “riforma” da lui avviata fosse irreversibile e destinata a sicuro successo e la crisi delle chiese del tutto superata.

Ma la “crisi delle chiese” cristiane è ancora tutta lì. Il cancro che le attanaglia per lo meno da un paio di secoli a questa parte è oggi ancora più diffuso e maligno e il ritrovamento di questi poveri resti umani ce lo dice con crudezza. È ancora sempre la solita vecchia chiesa.

Una chiesa, quella cattolica, dove ancora si uccide, si ruba, si specula sulla credulità dei fedeli, si fa simonia e si gozzoviglia col potere, si benedicono eserciti e si dicono messe per feroci dittatori. Una chiesa piena di preti, vescovi e cardinali tutti dediti ad attività che nulla hanno a che vedere con il Vangelo di Gesù di Nazareth che, dice il Vangelo, non aveva dove posare il capo.

Ed è una chiesa dove sono minoranza e sono perseguitati dalla gerarchia quei preti o religiosi che hanno invece sposato la causa del Vangelo “sine glossa”, del Vangelo che ha come proprio Dio l’umanità, quella derelitta, affamata, fatta di migranti, di rifugiati, di persone che fuggono dalla guerra e che alla guerra si oppongono o che lottano contro lo sfruttamento selvaggio di un sistema sociale disumano, basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Preti perseguitati in vita e poi magari fatti santi una volta morti.

Nonostante Papa Francesco i Vescovi sono e rimangono, con le poche dovute eccezioni, uomini di potere, proni al potere politico-economico che ancora oggi, 4 novembre 2018, celebreranno messe per ricordare “la vittoria” nella Prima Guerra Mondiale. Che c’è da celebrare e di quale vittoria si tratta? La vittoria del Re Savoia e delle industrie da guerra che sul sangue di una trentina di milioni di morti e di una intera generazione di giovani, che fu sterminata, costruirono le proprie ricchezze.

Vittoria che portò poi al fascismo, alle guerre coloniali alla conquista dell'impero e alla ulteriore tragedia della seconda guerra mondiale. Guerra chiama guerra e mai nulla c’è da festeggiare per una guerra.

E sono uomini di potere tutti quelli che ricoprono incarichi di responsabilità a qualsiasi livello di una struttura gerarchica dove vige la legge del silenzio, della menzogna, del coprirsi a vicenda, del negare qualsiasi responsabilità propria e della organizzazione alla quale si appartiene, come è venuto fuori sulla questione della pedofilia clericale o sugli scandali finanziari che hanno coinvolto in primo luogo lo IOR, la banca Vaticana, ma anche tantissimi ordini religiosi, anche quelli che hanno rappresentato, fin dalla loro fondazione, un esempio in tema di povertà evangelica, come i Francescani.

Ed il mondo protestante e quello ortodosso si rigirano anch'essi nella stessa identica crisi. E se nella chiesa cattolica si sta organizzando una sorta di “contro chiesa” che si oppone a Papa Francesco, guidata dal cardinale Burke e da Matteo Salvini, che raccoglie tutti i peggiori reazionari dell’era moderna (oggi li chiamano sovranisti), il mondo protestante deve fare i conti con realtà quali quella del Brasile o degli Stati Uniti dove il mondo cosiddetto “evangelicale”, figlio del protestantesimo, sostiene i peggiori reazionari di quei paesi come Trump o Bolsonaro, fautori di razzismo, violenza di genere, di dittatura militare e guerre in giro per il mondo.

“Il cristianesimo è nato comunista, e il comunismo è nato cristiano”. Così inizia un libro di Ernesto Buonaiuti, uno dei maggiori storici del cristianesimo del secolo scorso, dal titolo “LA CHIESA E IL COMUNISMO”. Al di la di tutti i distinguo possibili fra il “comunismo cristiano” e il “comunismo marxista”, su cui è ritornato più volte anche don Primo Mazzolari, l’affermazione di Buonaiuti è sicuramente vera. E se nel corso della storia “il cristianesimo comunista” delle origini si è trasformato nel peggiore degli incubi della storia dell’umanità, significa che ci troviamo di fronte sicuramente ad un tradimento radicale delle sue origini e ad una crisi profondissima che non ammette più alcuna riforma.

Pannicelli caldi non servono più. Preghierine e pii desideri nulla possono contro il male. Non abbiamo più bisogno di quelli che sempre buonaiuti definisce "istrioni", cioè "coloro che non si preoccupano di sapere innanzi tutto quali siano i connotati, i caratteri del tempo in cui vivono, di sapere quale onere morale, quale obbligo spirituale imponga l'epoca in cui essi vivono."

Abbiamo bisogno di profezia che cammini sulle gambe di tutti gli uomini e le donne di volontà buona e non di pochi "eroi". Serve una cesura netta con una storia, una teologia, una organizzazione che ha portato l’umanità non sull’orlo del baratro ma oramai dentro al baratro.

Non c’è più nulla da tenere insieme all’interno della chiesa cattolica come di tutte le altre chiese protestanti o ortodosse che siano che, nel migliore dei casi, sono diventate dei gestori dei fondi dell’otto per mille. Non c’è conciliazione possibile con chi pratica il male e quando le religioni non sono più in grado di distinguere ciò che è bene da ciò che è male ciò può portare o alla loro fine, e questo è un bene, o alla fine dell’umanità, e questo è il male assoluto.

Il punto di riferimento per i seguaci di Gesù è la “radicalità del Vangelo”. Il discrimine è “il Dio umanità” di Gesù da scegliere eliminando finalmente il “dio della metafisica”, lontano arcigno e cattivo, usato dagli uomini e dalle donne di tutti i tempi per giustificare ricchezze, potere, omicidi, abusi, stermini e quant’altro ha caratterizzato la storia dell’umanità.

 

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