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Parrocchia di Santa Lucia – Palermo

 

La Messa è dialogo fra Dio e la Comunità/Persona. In essa Dio agisce in diversi modi, beneficiando i destinatari, e se stesso, dello specifico della sua azione, a “lode e gloria di Dio” (Ef 1,6) e dell'umanità redenta. Essa ha delle caratteristiche che rivelano l’agire di Dio nella comunitá e nelle singole persone.

 

CELEBRAZIONE
CARATTERISTICA
DIO AGISCE COME
LA COMUNITA' / PERSONA SI SENTE
Riti di introduzione
PERDONO
Padre pietoso
Accolta con affetto
Liturgia della Parola
ISTRUZIONE
Maestro
Consolidata nella fede
Liturgia Eucaristica
– 1ª parte
Orazione Eucaristica
DONO DI SE'
Sacerdote e vittima
Salvata, Giustificata
– 2ª parte
Riti di Comunione
COMUNIONE
Signore del Banchetto
Reintegrata con Dio e con i fratelli
Riti di Conclusione
MISSIONE
Colui che invia
Resa capace di tras-mettere ciò che ha ricevuto

 

La Messa non finisce con l'”andate in pace”, ma continua nella vita familiare e sociale.

Agli occhi di Dio la vita è la grande Messa, con due parti distinte: la celebrazione liturgica e la “celebrazione” fuori del tempio, nel vissuto giornaliero: “Vi esorto (…) a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio” (Rm 12,1), ripetendo quello che Dio fece per tutti nella celebrazione liturgica.

In effetti:

Lui ci accoglie; allora, dobbiamo perdonare e accogliere.

Lui ci istruisce e consolida la fede; allora, dobbiamo fare lo stesso con i fratelli (se non tutti hanno il dono di insegnare, sicuramente, tutti sono in condizione di testimoniare).

Lui si dona come vittima per la nostra salvezza; allora, dobbiamo donarci per la salvezza dei fratelli.

Lui ci invita al banchetto e ci reintegra nella comunione; allora, dobbiamo reintegrare nella comunità di vita coloro che si sono allontanati, i marginalizzati, gli esclusi.

Lui ci confida e ci invia alla missione; allora, dobbiamo motivare affiché anche altri assumano la missione nella società.


Riprendendo le stesse parole di San Paolo di cui sopra: “…questo è il vostro culto spirituale” (Rm 12,1). E' importante capire che il culto autentico è la “liturgia” della vita giornaliera nelle diverse circostanze ed eventi che si presentano, il cui modello ispiratore, animatore e sostenitore è la liturgia nel tempio.

In questo modo la celebrazione della Messa e la vita formano una cosa sola per “la lode e la gloria di Dio” (Ef 1,6).

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Un Commento a “L’importanza spirituale della Messa”

  • Domenica:

    LA SANTA MESSA

    Estratti dalla conferenza di Catalina (Katia) Rivas “Un giorno la Madonna disse …Voglio che tu sappia che cosa è la Santa Messa …”

    All’atto penitenziale: “mettiamoci alla presenza del Signore e chiediamo con tutto il cuore che ci perdoni tutte le colpe … tutte le nostre mancanze, che ci renda degni di essere presenti in questa Santa Messa. Siamo arrivati all’ultimo momento, senza aver fatto una necessaria preparazione … Perché dobbiamo sempre arrivare all’ultimo momento alla Santa Messa? Dobbiamo arrivare per tempo, per metterci alla presenza del Signore, chiediamo allo Spirito Santo di scendere su di noi, di comunicarci tutto il suo Amore, di darci uno spirito di pace, per poter ottenere il massimo frutto dalla Santa Messa”.

    Al momento della liturgia della Parola: “facciamo attenzione, ascoltiamo e meditiamo senza perdere la concentrazione … E’ un momento molto importante per noi: La parola del Signore dice che la Sua parola non ritorna a Lui senza aver prodotto frutto. Allora, se noi siamo attenti e tutto il giorno abbiamo presente tutto quanto è stato letto o, perlomeno, ricordiamo qualche cosa, e ripensando assaporiamo quella Parola di Dio, prima o poi produrrà frutto in noi, quindi seguiamo con attenzione questa parte”.

    Al momento dell’Offertorio: “…la Chiesa incomincia a riempirsi di gente, di esseri belli, con i loro volti luminosi, portano lunghe tuniche bianche, questi esseri alti, belli hanno dei lineamenti femminili, così belli… Alcuni con i capelli lunghi, altri li hanno corti, alcuni hanno capelli flosci, altri invece ricciuti, neri, biondi, ma i loro volti sono bellissimi. Si dispongono in fila al centro e incominciano ad avvicinarsi all’altare… Alcuni portano come una patena, una cosa molto brillante … Si accostano felici … Altri avanzano con le mani penzolanti e non hanno niente in mano. Altri infine avanzano con la testa bassa, con le mani unite, in preghiera, ma molto tristi, come vergognosi”.
    “Sono gli Angeli custodi di ognuno dei presenti… E’ il momento in cui presentano le loro offerte all’altare di Dio, per unirsi all’offerta che fa il Sacerdote del vino e acqua e del pane, che dopo diventerà il Corpo e Sangue del Signore. Anche la nostra offerta diventa un’offerta d’amore, perché noi, da soli, non abbiamo nessun merito, perché siamo misere creature, ma quello che noi offriamo, le nostre petizioni, il nostro dono a Dio Padre, unito al Sacrificio Retentore di Gesù Cristo, unito al suo corpo al momento della Consacrazione, acquista un valore immenso al cospetto di Dio Padre. Il nostro passaggio sulla terra diventa giustificato soltanto per i meriti di Gesù”.
    “Gli Angeli con le mani penzolanti sono quelli delle persone che nulla hanno da chiedere, né nulla da offrire. La Messa ha un valore infinito che noi non conosciamo. Lo comprenderemo un giorno, quando saremo dall’altra parte. Domandiamo per tutti! Domandiamo per noi, ma non siamo egoisti. Ricordiamoci dei poveri, dei bisognosi, dei peccatori, dei politici, perché non vi è chi preghi per loro. Ricordiamoci di coloro che soffrono in prigione, degli ammalati. Chiediamo, chiediamo molto, ma offriamo anche, perché questo piace al Signore! Offriamo noi stessi. E’ quello che piace di più al Signore! Offriamo noi stessi, affinché Egli realizzi la sua Volontà in noi, affinché possa trasformarci, affinché possa farci diventare altri Angeli!”
    “Gli Angeli che vanno con l testa bassa, con le mani unite, con vergogna, sono gli Angeli di quelle persone che, pur essendo presenti alla Messa, stanno con la mente da qualsiasi altra parte, non sono attenti. Perciò gli Angeli sentono vergogna, perché quelle persone non dovrebbero nemmeno essere lì. Non soltanto non prendono parte alla Messa, ma fanno vergognare i loro Angeli, il proprio Angelo custode e stanno offendendo il Signore”.

    Poco dopo, alla Consacrazione, al momento in cui inizia il “Santo, Santo, Santo è il Signore…, all’improvviso, scompare tutto quello che si trova dietro al Sacerdote, le mura, il soffitto, ogni cosa. A sinistra del Sacerdote, verso l’angolo, in diagonale al Sacerdote, partendo dal suo braccio sinistro, vi è una moltitudine di Angeli, Angeli bambini, Angeli grandi, Angeli con le ali e senza, esseri bellissimi, un numero infinito, che cantano in vari cori con la melodia più bella che si possa immaginare. Tutti ripetono … Santo, Santo, Santo è il Signore… con le mani conserte, mentre in ginocchio si prostrano. Dall’altro lato del Sacerdote, dietro di lui alla sua destra, vi è una moltitudine di esseri. Sono i Santi e i Beati del Cielo. La Madonna dice che quando uno offre la Messa e prega per i propri cari defunti, nominandoli mentalmente, il Signore concede la grazia che in quel momento siano presenti. E a capo di tutti sta San Giuseppe; sono quasi accanto al braccio del Sacerdote”.
    “La Vergine è in ginocchio alla destra dell’altare, in atteggiamento di rispetto, di venerazione, di adorazione, attenta, ascoltando tutto quello che il Sacerdote dice, con le mani conserte, inginocchiata, attendendo il momento sublime per adorare la Santissima Trinità.”
    “Il Sacerdote pronuncia le parole della Consacrazione e non si sente più la sua voce. Ad un tratto è la stessa voce di Gesù che ripete … Prendete e mangiatene tutti… Davanti all’altare, in quel momento si accende come un fuoco, delle fiamme molto brillanti, come di colore rosso dorato. Noi non possiamo vedere i volti di alcune persone, sono delle ombre, ombre di gente, grigie, con le braccia rivolte verso l’alto … Sono le anime del Purgatorio, che attendono una nostra preghiera per potere uscire di là. Preghiamo per loro, perché quando escono dal Purgatorio, loro pregano per noi e ci aiutano”.

    Al momento della Consacrazione, quando il Sacerdote sta elevando l’Ostia “Ad un tratto il suo volto diviene splendente, tanto, fino a comparire una sola luce potente come un faro, una luce molto bianca, o meglio bianca e dorata allo stesso tempo. Si trasfigura il corpo del Sacerdote e ad un tratto diventa Gesù. Egli solleva l’Ostia e noi vediamo le piaghe, non è il Sacerdote, ma Gesù che sta lì, al posto suo. E’ lo stesso Gesù che abbraccia e avvolge il corpo del Sacerdote”.
    E la Madonna dice “non dovete mai badare se il Sacerdote è buono o cattivo. Se il Sacerdote è come è, peccatore, egli dovrà rendere conto a Dio: Voi invece considerate che le mani di un Sacerdote sono consacrate e quindi non è più lui. Il Sacerdote diventa – un altro Cristo -, è veramente la persona di Cristo”.
    “Nell’innalzare l’Ostia, una luce molto brillante scende nell’Ostia ed è lo stesso Gesù che si mette nell’Ostia. Quando riceviamo l’Ostia Santa, non è Gesù soltanto che ricaviamo, ma la Santissima Trinità”.
    “Quando il Sacerdote solleva il calice, in quel momento ci sono lampi, si sentono tuoni, è un’oscurità terribile. In quel momento vediamo Gesù crocifisso, col volto molto sfigurato, molto ferito, sanguinante. In quel momento sgorga sangue ed acqua dal suo costato e cade nel calice. Da quella grande luce esce come una colomba, una cosa di luce, che viene a fermarsi sulla spalla del Sacerdote e di Gesù. Al di sopra di Gesù crocifisso vi è una luce molto brillante, molto grande. Non possiamo vedere il Volto, ma vediamo le mani, mani aperte ai lati, come per mostrarle -…Questi è il mio Figlio amato, Questi è mio Figlio – pensiamo a ciò che stiamo contemplando, le mani sono quelle di Dio Padre e la Santissima Trinità è presente in quel momento!”
    “E’ il momento in cui si prega per il Sacerdote celebrante, per la Chiesa, per il Papa, per i Vescovi, per il popolo di Dio. In quel momento e anche quando il Sacerdote ci comunica noi tutti dobbiamo pregare per lui. Pregare mentre il Sacerdote sta facendo lui la Comunione: – Signore santificalo, perdonalo, aiutalo, salvalo, proteggilo, benedicilo, amalo -”.

    La Santissima Vergine dice: “Voi correte dietro tutte le apparizioni e non è male. Andate in tutti i posti dove io mi manifesto e non è male, perché ricevete veramente molte grazie. Ma comprendete bene: sono a portata di tutti, perché mai sono così presente in un’apparizione quanto nella Santa Messa”. Tutto il tempo, dall’inizio della Messa fino al termine, la Vergine è in ginocchio, in un atteggiamento commovente.

    Lo scambio della pace e la preparazione alla Comunione.
    Gesù dice: “quando vi avvicinate a ricevere la Comunione, dopo esservi confessati bene, nell’istante in cui il Sacerdote depone l’Ostia nella vostra bocca, una luce vi trapassa, uscendo dalla schiena e ad un tratto prende i contorni delle spalle e del volto di ciascuno di voi. Ecco in quale modo io abbraccio un cuore che viene a ricevermi, pulito da ogni macchia, puro”.
    All’atto della Comunione, veramente Egli ci abbraccia. Quanto, quanto ci ama Dio!
    Quando in ginocchio preghiamo il Signore chiedendo aiuto per risolvere le angustie della vita, Gesù ci ascolta, non dimentichiamo mai di dirGli che lo amiamo. Il Sacerdote dice: “Preghiamo … noi ci alziamo in piedi per ringraziare Gesù del dono che ci fa, di scendere e darci la Sua Divinità per unirla alla nostra umanità”.
    Noi chiediamo perdono per noi e per tutti quelli che distrattamente chiedono sempre senza ringraziarLo mai; senza dirGli quanto lo amiamo e quanto abbiamo bisogno di ricerverLo. Al benefattore piace ricevere il ringraziamento dalle persone per le quali ha fatto qualcosa: Egli è il mendicante d’amore.
    Gesù dice. “Io, che sono Dio, sono il Mendicante d’amore, la sola cosa che chiedo è di amarmi. Vengo a chiedere il vostro amore”.

    Al momento della benedizione, stiamo attenti a farci il segno della Croce nel modo dovuto. Non un gesto come uno scarabocchio. Riceviamo con fervore, con rispetto e con amore la benedizione che il Sacerdote dà in nome della Santissima Trinità.

    Quando stiamo per uscire ricordiamo che Gesù ci dice: “Rimani ancora un po’. Vorrei dirti qualcosa. Voi organizzate la vostra vita in modo da riempire ogni giorno con qualcosa, fate visita ai vostri parenti, andate a trovare i vostri amici, programmate le vacanze, il lavoro, ma in quale giorno, con la vostra famiglia, sia pure una volta al mese dite: Oggi è il giorno in cui tutti insieme andiamo a visitare Gesù? E venite e vi fermiate: non vi chiedo che mezz’ora in mia presenza. E se non avete nulla da dirmi, rimanete in silenzio. Oppure ditemi: – Gesù, ti amo, voglio fare la Tua volontà -. Non è necessario comporre preghiere. Lasciate che Io vi guardi, vi coccoli e vi riempia di tutto quello che voglio darvi!”.

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