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Archive del 13 Febbraio 2020

 -A2

 

a cura di P. Luigi Consonni

 

1a lettura (Sir 15,16-21)

 

Il brano è del secondo secolo avanti Cristo e chi scrive è “Gesù, figlio di Sira, figlio di Eleàzaro, di Gerusalemme” (50,27). Il filo conduttore del libro è il concetto di sapienza. L’uomo che vi aderisce – il saggio – è riconosciuto tale perché osserva i precetti della Legge, affermandosi come timorato di Dio.

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai”. Il timore di Dio si fonda sull’adesione responsabile, libera e cosciente all’Alleanza e, specificamente, alle esigenze della Legge, con attenzione alle prescrizioni, in modo da evitare atteggiamenti e comportamenti sgraditi a Dio.

Il saggio, il timorato di Dio, è chiamato ad attualizzarla nelle circostanze e nelle vicende individuali e sociali. La corretta comprensione, declinata nell’adeguate scelte e nell’impegno corrispondente, porta l’autore ad affermare: “I suoi occhi – di Dio – sono su coloro che lo temono”. Perciò il libro del Proverbi riporta “il timore del Signore è principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l’istruzione” (Pr 1,7) e il libro della Sapienza incalza “Suo principio più autentico (della Sapienza) è il desiderio di istruzione, l’anelito per l’istruzione è amore” (Sap 6,17).

L’osservanza della legge è un atto della volontà sostenuta e motivata dalla fiducia – “Se vuoi osservare i suoi comandamenti (…) se hai fiducia in lui” – alle quali si aggiunge un terzo elemento, la libertà di adesione o meno: “Egli ti ha posto davanti" – due opposti – “fuoco e acqua (…) la vita e la morte, il bene e il male. A ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà". I tre atteggiamenti, la volontà, la fiducia e la libertà qualificano la grandezza dell’uomo fatto a immagine e somiglianza del Creatore.

La libertà rimanda all’albero del bene e del male del paradiso terrestre. Il testo della Genesi rivela l’inganno del quale furono vittime Adamo ed Eva, sedotti dalla mezza verità: "sareste come Dio” (Gen 3,5). Vittime dell’inganno essi tralasciano l’ordine del Signore riguardo l’albero “della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire” (Gen2,17), sedotti dalla mezza verità.

La volontà di Dio è che ogni persona divenga come Lui perché tale è la vocazione alla quale è chiamata. L’inganno sta nel modo di arrivarci. Quando la persona procede di testa propria, sedotta dal proprio piacere, dal proprio criterio e dalla propria valutazione – come è accaduto ai progenitori: “La donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza” (Gen 3,6) – la volontà dimentica o tralascia il mandato del Signore e cade nell’astuta tentazione. L’insegnamento è che la tentazione non é mai una bugia al cento per cento, ma una mezza verità, una poderosa forza ingannatrice.

L’osservanza dei comandamenti nell’orizzonte del timore del Signore richiede attenzione e adeguata interpretazione. In tal modo essi “ti custodiranno” nella fedeltà all’Alleanza e non prevarrà la caduta nella tentazione ma, al contrario, rafforzerà la fiducia e la comunione nel Signore, in virtù delle quali “anche tu vivrai”.

Anteriormente alla libertà emerge, nel profondo della persona, la responsabilità che coinvolge immediatamente chi attende alla chiamata del Signore: farsi carico della missione a favore delle persone e della società, contando sulla sua presenza e il suo sostegno.

Accogliendo liberamente la responsabilità con i tre atteggiamenti sopra indicati il saggio accoglie il dono della sapienza: “Grande è la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini”.

L’amore, la sapienza, la presenza e il potere del Signore sono aspetti che motivano determinazione e fermezza nell’aderire alla legge.

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